Chiara Petrioli e WSense hanno creato un sistema di comunicazioni wireless sottomarino riconosciuto dal World Economic Forum come il più innovativo al mondo. Una tecnologia italiana che monitora gli oceani in tempo reale.
Come l'Italia sta costruendo internet negli abissi marini
Sotto i mari del nostro pianeta passa il 95% del traffico digitale mondiale. Cavi in fibra ottica, infrastrutture energetiche, sistemi di comunicazione: tutto viaggia negli abissi, eppure fino a poco tempo fa nessuno aveva davvero idea di cosa stesse accadendo laggiù. Chiara Petrioli, ingegnera informatica e ricercatrice dell'Università Sapienza di Roma, ha deciso di cambiare questa situazione. Nel 2017 ha fondato WSense, una startup deep-tech che oggi è riconosciuta dal World Economic Forum come l'azienda più innovativa al mondo nella raccolta e gestione dei dati per monitorare gli ecosistemi marini.
Chi è Chiara Petrioli
Petrioli è professoressa ordinaria di informatica alla Sapienza, direttrice di tre laboratori di ricerca e prorettrice dell'ateneo romano. Nel 2024 è stata nominata tra i dieci nuovi esperti internazionali del board EIC (European Innovation Council), l'organo europeo che supporta l'innovazione di punta e il trasferimento tecnologico. Ha ricevuto la prestigiosa IEEE Fellowship e figura nella lista "top 2% world scientists" della Stanford University. Le sue ricerche sono state raccontate da CNN, National Geographic e BBC.
Cosa è successo
WSense ha sviluppato un sistema completo di comunicazioni wireless sottomarino basato su onde acustiche multi-frequenza e tecnologie ottiche senza fili. La startup ha creato una rete di sensori, robot e infrastrutture capaci di comunicare tra loro negli abissi, raccogliendo dati sottomarini su larga scala e in tempo reale.
Secondo Petrioli stessa, il problema era evidente: "Oggi circa il 95% del traffico digitale globale viaggia attraverso i cavi sottomarini. Ma sul fondo del mare passano anche infrastrutture energetiche, comunicazioni e interessi strategici sempre più rilevanti. Per questo cresce la necessità di sistemi in grado di monitorare, controllare e proteggere il mondo sottomarino".
La visione di Petrioli era quella di creare una vera "smart city" sottomarina, un'idea che ha iniziato a sviluppare da un appartamento a Roma anni fa, quando il resto del mondo ancora non considerava strategica la protezione degli oceani. "Tutto il resto del mondo ci diceva: 'Ma dove vi siete nascosti?'. E invece noi immaginavamo il futuro da Roma", ha raccontato.
WSense opera nel settore dell'Internet of Underwater Things (IoUT), l'internet sottomarino: un ambito completamente nuovo dove sensori e dispositivi devono comunicare in un ambiente ostile, con pressioni estreme, temperature basse e onde acustiche che si comportano diversamente dalla luce.
Perché è importante
Il monitoraggio degli oceani è diventato una priorità globale. I cambiamenti climatici, l'inquinamento marino, la necessità di proteggere le infrastrutture critiche sottomarine: tutto questo richiede dati affidabili e in tempo reale. Prima di WSense, non esisteva una soluzione integrata capace di farlo su larga scala.
L'innovazione di Petrioli risolve un problema concreto: come far "parlare" tra loro dispositivi e sensori negli abissi, rispettando gli ecosistemi marini. Questo ha implicazioni dirette per:
- Protezione delle infrastrutture: i cavi sottomarini che portano internet e energia sono vulnerabili. Un sistema di monitoraggio continuo può prevenire danni e guasti.
- Ricerca ambientale: raccogliere dati su biodiversità, temperature oceaniche e inquinamento in tempo reale, non solo in punti isolati.
- Sicurezza strategica: controllare cosa accade nelle acque territoriali e nelle zone economiche esclusive.
- Economia blu: supportare industrie come la pesca sostenibile, l'energia marina rinnovabile e il turismo subacqueo.
Il riconoscimento del World Economic Forum non è casuale: WSense rappresenta esattamente il tipo di innovazione deep-tech che le economie europee devono sviluppare per competere globalmente. È una startup che combina ricerca accademica di frontiera, imprenditorialità e impatto concreto su sfide planetarie.
Cosa aspettarsi
Petrioli ha sottolineato che "una rivoluzione sta arrivando ed è quella dell'Internet delle cose sottomarino". I prossimi indicatori da osservare sono:
- Espansione commerciale di WSense: quanti progetti di monitoraggio marino verranno affidati alla startup nei prossimi anni, da parte di governi, università e aziende energetiche.
- Standardizzazione tecnologica: se il sistema di comunicazioni di WSense diventerà uno standard internazionale per l'IoUT, come è accaduto con altre tecnologie wireless.
- Finanziamenti europei: la nomina di Petrioli al board EIC suggerisce che l'UE intende investire pesantemente in questo settore. Seguire i bandi e i progetti finanziati dirà molto sulla priorità strategica assegnata all'economia marina.
- Competizione internazionale: startup e centri di ricerca in altri paesi stanno sviluppando soluzioni simili. Chi arriverà prima a un sistema affidabile e scalabile avrà un vantaggio competitivo enorme.
- Regolamentazione: come verranno regolate le comunicazioni sottomarine e il monitoraggio degli oceani? Nuove norme potrebbero favorire o ostacolare la diffusione di queste tecnologie.
La storia di WSense è quella di un'innovazione italiana che nasce da una domanda semplice: come facciamo a sapere cosa sta succedendo negli oceani? La risposta, costruita da Roma, sta cambiando il modo in cui il mondo intero pensa al monitoraggio marino.
📰 Fonti
- Wired Italia — Chiara Petrioli, la pioniera degli abissi che vede nel mare “il centro della nostra storia, dello sviluppo economico e delle sfide del futuro”
- wired.it — Chiara Petrioli, la pioniera degli abissi che vede nel mare “il centro della nostra storia, dello sviluppo economico e delle sfide del futuro”
- youtube.com — Internet degli abissi | Chiara Petrioli | TEDxFoggia - YouTube
- prismamagazine.it — La signora degli abissi - Prisma Magazine
- youtube.com — CHIARA PETRIOLI | Wsense - YouTube
- greenplanner.it — L'internet degli abissi parla italiano: Wsense - GreenPlanner Magazine