Alphabet crolla del 13% in Borsa dopo aver rivelato che AI Mode, la sua risposta conversazionale ai competitor come ChatGPT, guadagna meno della ricerca tradizionale. Il problema: investimenti record in infrastrutture AI, ma la cassa è in rosso.

Quando Alphabet ha pubblicato i risultati del terzo trimestre 2026, il mercato ha reagito come se qualcuno avesse spento la luce. In poche ore, il titolo è crollato del 13% e la capitalizzazione di mercato è evaporata di circa 500 miliardi di dollari. Non è stato un errore nei conti, né una sorpresa negativa sui ricavi complessivi: il fatturato è cresciuto del 25%, raggiungendo 127,6 miliardi di dollari. Il problema è più sottile e, per gli investitori, molto più inquietante. È il modo in cui Google sta guadagnando (o non guadagnando) da quella crescita.

Chi

Alphabet è la holding che controlla Google e tutte le sue divisioni. Sundar Pichai è l'amministratore delegato, mentre Philipp Schindler ricopre il ruolo di Chief Business Officer ed è stato lui a spiegare agli investitori cosa stia accadendo dietro le quinte.

Cosa è successo

Per la prima volta da quando Alphabet pubblica separatamente i dati del motore di ricerca, Google Search ha rappresentato meno della metà del fatturato complessivo del gruppo. Nel trimestre chiuso a settembre, la ricerca ha generato circa 63,35 miliardi di dollari, in crescita del 12% anno su anno, ma la sua quota è scesa al 49,7% del totale, perdendo 5,6 punti percentuali rispetto a un anno prima. Nei 31 trimestri precedenti, questa quota era rimasta tra il 52,8% e il 62%.

Il vero colpevole, secondo Schindler, è AI Mode: la funzionalità che risponde alle domande degli utenti in forma conversazionale, senza mostrare l'elenco di link tradizionali. Quando un utente chiede a Google una risposta tramite AI Mode, riceve il testo direttamente, e questo significa meno clic sui risultati, meno traffico verso i siti web partner, e soprattutto meno spazi per gli annunci pubblicitari.

Il dato che ha fatto scattare l'allarme negli investitori è il flusso di cassa libero: la liquidità rimasta dopo aver pagato tutte le spese operative e gli investimenti. Nel terzo trimestre, questo flusso è diventato negativo di 9,07 miliardi di dollari. Gli analisti avevano previsto un rosso di circa 2,7 miliardi. È il secondo trimestre in rosso da quando Google è quotata, nel 2004.

Perché? Alphabet ha speso oltre 50 miliardi di dollari solo in questo trimestre per infrastrutture AI: server, data center, GPU e TPU. L'azienda ha confermato che nel 2026 investirà tra 195 e 205 miliardi di dollari complessivi, una cifra che riflette la corsa globale per il controllo della capacità di calcolo necessaria ai servizi di intelligenza artificiale. Il debito a lungo termine è salito a 125,1 miliardi, contro i 21,6 miliardi di un anno prima.

L'utile netto trimestrale è sceso a 26,17 miliardi di dollari, rispetto ai circa 35 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. Una contrazione del 25%, nonostante la crescita dei ricavi.

Perché è importante

Questa situazione rivela una contraddizione fondamentale nel modello di business di Google. L'azienda ha costruito il suo impero sulla pubblicità: mostrare annunci accanto ai risultati di ricerca è stato, per vent'anni, una macchina per stampare soldi. Quando ChatGPT e Claude di Anthropic hanno iniziato a sottrarre utenti a Google, la risposta naturale era costruire una versione AI del motore di ricerca. Ma ecco il problema: un'IA che risponde direttamente alle domande non ha bisogno di mostrare link, e quindi ha meno spazi per gli annunci.

Schindler ha provato a rassicurare gli investitori, dicendo che "molte di queste query si trovano nelle fasi iniziali del percorso d'acquisto" e che Google sta lavorando per inserire annunci pubblicitari anche dentro AI Mode e AI Overviews. Ma per ora, la realtà è che le ricerche tramite AI Mode sono "meno redditizie" di quelle tradizionali.

Il fenomeno è noto come "cannibalizzazione": Google sta mangiando il proprio pranzo. Se non agisce, rischia di perdere utenti verso i competitor. Se agisce (investendo miliardi in AI), riduce i guadagni dal core business. È una trappola classica dell'innovazione dirompente, ma a una scala di centinaia di miliardi di dollari.

Non aiuta che Google Search abbia registrato il tasso di crescita più alto degli ultimi cinque anni in termini di query totali. Più interazioni, meno soldi: il volume non compensa la minore monetizzazione.

Il crollo di Alphabet ha avuto un effetto domino. Amazon ha perso il 6% in after-hours trading dopo aver rivelato un flusso di cassa negativo di 42 miliardi di dollari (sei volte peggiore di tre mesi prima), sempre per investimenti massicci in AI. Microsoft ha subito un calo più contenuto (meno dell'1%), ma anche il gigante di Redmond sta spendendo miliardi per infrastrutture AI e ha recentemente annunciato tagli di personale per contenere i costi.

Wall Street sta inviando un messaggio chiaro: non basta promettere di essere leader nell'AI. Servono risultati, margini e cassa. La reazione degli investitori fotografa il cambio di prospettiva: dalla fiducia cieca nelle promesse dell'intelligenza artificiale a una domanda più pragmatica: quando inizieranno questi investimenti a generare profitti?

Cosa aspettarsi

Alphabet sta ampliando la presenza degli annunci pubblicitari all'interno di AI Mode e AI Overviews nei mercati internazionali, dopo una fase di sperimentazione negli Stati Uniti. L'Italia non è ancora coinvolta, ma lo sarà probabilmente nei prossimi trimestri. Il successo o il fallimento di questa strategia di monetizzazione sarà il dato più importante da osservare nei prossimi rapporti finanziari.

Un secondo indicatore critico è il rapporto tra investimenti e ritorno. Se Alphabet continuerà a spendere 195-205 miliardi all'anno in infrastrutture AI senza dimostrare che questa spesa si traduce in ricavi pubblicitari proporzionali, la pressione degli investitori aumenterà ulteriormente. Il mercato attenderà i risultati del quarto trimestre 2026 e del primo trimestre 2027 per valutare se la strategia sta funzionando.

Terzo punto: la concorrenza. ChatGPT e Claude continuano a crescere e non dipendono dalla pubblicità. Se Google non riesce a monetizzare AI Mode in modo competitivo, gli utenti potrebbero semplicemente migrare verso alternative che non promettono profitti ma offrono semplicemente risposte migliori.

Infine, rimane aperta la domanda tecnica più grande: è possibile inserire annunci pubblicitari in un'esperienza di ricerca conversazionale senza degradarla? O il tentativo di monetizzare AI Mode la renderà meno attraente rispetto ai competitor, creando un circolo vizioso? Le prossime settimane lo diranno.

📰 Fonti

  1. Punto Informatico — Google perde 500 miliardi di dollari per colpa di AI Mode
  2. hwupgrade.it — Alphabet perde 500 miliardi di dollari in Borsa: pesa la monetizzazione della ricerca AI | Hardware Upgrade
  3. punto-informatico.it — Google perde 500 miliardi di dollari per colpa di AI Mode
  4. bbc.com — Google value plunges by $500bn as its own AI search hits ad sales
  5. quotidiano.net — Alphabet brucia 500 miliardi a Wall Street: l’AI spaventa i mercati
  6. corriere.it — Google crolla del 10% in Borsa: 51 miliardi investiti nell'AI, ma l'intelligenza artificiale mette a rischio i ricavi pubblicitari | Corriere.it