I negoziati UE per semplificare la legge sull'intelligenza artificiale sono falliti. L'AI Act mantiene le norme rigide originali, almeno fino ad agosto. Cosa significa per startup, big tech e cittadini europei.
L'Europa rinuncia all'ammorbidimento dell'AI Act: cosa cambia per aziende e utenti
I negoziati di Bruxelles per attenuare l'AI Act sono naufragati. Secondo Tom's Hardware IT, le discussioni tra Parlamento europeo e Consiglio dell'UE non hanno raggiunto un compromesso, e i colloqui sono stati rimandati a maggio. Se non ci sarà accordo entro agosto, le scadenze normative originali resteranno in vigore senza alcuna modifica. È una notizia che divide l'Europa: da un lato chi vede confermato il ruolo di primo regolatore mondiale dell'AI, dall'altro chi temeva che regole troppo stringenti avrebbero penalizzato l'innovazione europea.
Il contesto: tre mesi di stallo
L'AI Act è già realtà dal 2024. È la prima legge al mondo che affronta in modo complessivo lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, con un approccio basato sul rischio: divieti assoluti per usi inaccettabili (manipolazione, riconoscimento facciale non mirato, polizia predittiva), regole stringenti per sistemi ad alto rischio, obblighi di trasparenza per il resto. I divieti più controversi sono entrati in vigore a febbraio 2025.
Ma subito dopo l'approvazione, pressioni da più fronti hanno chiesto di "ammorbidire" la legge. Italia, Ungheria e Francia in testa, supportate da settori industriali preoccupati per la competitività europea rispetto a USA e Cina. Le negoziazioni dovevano trovare un equilibrio, ma lo scontro su un tema specifico ha bloccato tutto: l'uso dell'AI da parte delle forze dell'ordine.
Cosa ha fatto saltare i negoziati
Il nodo cruciale è la sorveglianza biometrica e la polizia predittiva. Il Parlamento europeo voleva mantenerli vietati. Il Consiglio (che rappresenta gli Stati membri) spingeva per consentire alle autorità di usare l'AI per analizzare grandi quantità di dati, identificare persone in tempo reale e prevedere dove potrebbe verificarsi un crimine. Questo braccio di ferro ha consumato 20 ore di negoziato su 36 totali, secondo Wired.
La discussione era così tesa che oltre 60 accademici e ricercatori di privacy hanno firmato una lettera aperta chiedendo al Parlamento di non fare marcia indietro. Alla fine, nessuno ha ceduto abbastanza. I colloqui sono stati sospesi, rinviati a maggio, con l'avvertenza che se entro agosto non c'è accordo, le norme originali restano intatte.
Perché è importante
Per le aziende europee, questa situazione crea incertezza. Le startup di AI e i grandi player tech speravano in regole più flessibili per competere con i colossi americani (OpenAI, Google, Microsoft) e cinesi. Norme rigide significano costi di compliance più alti, processi di approvazione più lunghi, rischi legali maggiori. Una startup che sviluppa un sistema di AI deve verificare se rientra nei casi ad alto rischio, documentare tutto, sottoporsi a audit. È fattibile, ma non è veloce come negli USA.
D'altro canto, il mantenimento delle norme originali rappresenta una scelta strategica europea. Come spiega Francesco Lapenta del John Cabot University Institute, l'AI Act è "l'unico vero vantaggio strutturale europeo": essere il primo blocco geopolitico a governare l'AI attraverso la legge, non attraverso la forza del mercato. Quando i modelli ad alte prestazioni inizieranno a rivelare fragilità sistemiche e rischi, questa scelta si rivelerà essenziale.
Per i cittadini europei, il risultato è una protezione più forte contro usi invasivi dell'AI: il riconoscimento facciale di massa rimane vietato, la polizia predittiva non può essere usata liberamente, i sistemi di scoring sociale sono bloccati. È una protezione che non esiste negli USA, dove la regolamentazione è molto più leggera.
Ma c'è anche un rischio reale: se l'Europa rimane troppo rigida mentre il resto del mondo avanza, il gap tecnologico con USA e Cina potrebbe allargarsi ulteriormente. Oreste Pollicino, professore di diritto della regolamentazione dell'AI alla Bocconi, avverte di un'"ipertrofia normativa": troppe regole, troppe dichiarazioni di diritti, troppo poco respiro per l'innovazione. Il rischio è che le aziende europee non si limitino a rincorrere le norme che cambiano, ma perdano il passo nella corsa tecnologica globale.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
I negoziati riprenderanno a maggio. Il termine ultimo è agosto: se non c'è accordo, l'AI Act rimane com'è. Tre scenari possibili:
Scenario 1 - Compromesso trovato: Entro agosto, Parlamento e Consiglio trovano un equilibrio. Potrebbe significare: permessi limitati per la polizia predittiva in casi specifici, con controlli parlamentari stringenti; criteri più chiari per definire cosa rientra nei sistemi ad alto rischio; periodi di transizione più lunghi per le aziende.
Scenario 2 - Stallo prolungato: I negoziati si trascinano oltre agosto. L'AI Act rimane in vigore con le norme originali, creando incertezza legale per le aziende che attendono chiarimenti.
Scenario 3 - Vittoria del Parlamento: Nessun ammorbidimento. I divieti restano intatti, l'Europa conferma la sua linea ristrittiva.
Il prossimo indicatore da osservare è la reazione dei governi nazionali. Italia, Francia e Ungheria hanno già mostrato il loro gioco. Vedremo se altri Stati si uniranno o se il fronte si spacca. Anche i big tech americani osserveranno da vicino: se l'AI Act rimane rigido, dovranno adattare i loro servizi per il mercato europeo, aumentando i costi e riducendo le funzionalità.
Un'ultima nota: il fallimento dei negoziati non è una sconfitta per nessuno, è una conferma della difficoltà di governare una tecnologia che non ha precedenti. L'Europa ha scelto di non fare fretta. Vedremo se questa prudenza sarà strategica o controproducente.
📰 Fonti
- Tom's Hardware IT — L'AI Act non si ammorbidisce, l'accordo UE non arriva in tempo
- eurofocus.adnkronos.com — Ai Act già obsoleto? Pollicino: "Alle aziende Ue serve una bussola ...
- digital-strategy.ec.europa.eu — Legge sull'IA | Plasmare il futuro digitale dell'Europa
- eurofocus.adnkronos.com — Perché l'Europa non può permettersi di rimandare l'AI Act. Il punto del ...
- tomshw.it — L'AI Act non si ammorbidisce, l'accordo UE non arriva in tempo
- wired.it — Con l'AI Act l'Europa approva il primo decreto al mondo sull'intelligenza ...