Il procuratore generale del Texas accusa Netflix di spiare gli utenti e vendere i loro dati ai broker pubblicitari, dopo aver promesso il contrario. Una causa che potrebbe aprire il fronte legale anche in altri stati.
Netflix sotto accusa in Texas: raccoglie dati su milioni di utenti, anche bambini
Quando accendi Netflix per guardare una serie, la piattaforma non solo ti mostra cosa guardare: registra ogni tuo clic, ogni pausa, quanto tempo rimani su una pagina, quale dispositivo usi, perfino quali altre app hai aperto. Secondo il procuratore generale del Texas Ken Paxton, Netflix ha costruito una "macchina di sorveglianza" per tracciare tutto questo e venderlo a società pubblicitarie, contraddicendo anni di promesse sulla privacy. La causa, depositata a maggio 2026, rappresenta un nuovo fronte nella guerra legale contro le big tech per pratiche ritenute ingannevoli e dannose.
Chi è Netflix e perché questa accusa è rilevante
Netflix è la piattaforma di streaming più grande al mondo, con oltre 325 milioni di abbonati. Per anni ha costruito la sua identità di marca proprio sulla differenza rispetto ad altre big tech: niente pubblicità invasiva, niente raccolta massiccia di dati, niente algoritmi manipolativi. Reed Hastings, fondatore e ex amministratore delegato, dichiarò nel 2020 che Netflix "non raccoglie nulla" in termini di dati personali, a differenza di Amazon, Facebook e Google. Quella promessa è al cuore dell'accusa texana.
Cosa è successo
Il 12 maggio 2026, Ken Paxton ha depositato una causa di 59 pagine contro Netflix presso il tribunale della contea di Collin, in Texas. L'accusa è articolata su due fronti.
Il primo riguarda la raccolta dati. Secondo il ricorso, Netflix traccia e registra "le abitudini di visione, le preferenze, i dispositivi, le reti domestiche, l'uso di altre applicazioni e altri dati comportamentali sensibili" di ogni utente, adulti e bambini. "Ogni interazione sulla piattaforma è diventata un punto dati che rivela informazioni sull'utente", scrive l'ufficio del procuratore. Netflix avrebbe poi venduto questi dati a broker pubblicitari e società di tecnologia pubblicitaria, permettendo loro di costruire profili dettagliati dei consumatori. Paxton sostiene che Netflix ha guadagnato miliardi di dollari da questa pratica.
Il secondo fronte riguarda il design "addictive". La causa accusa Netflix di usare "dark patterns" — schemi di interfaccia ingannevoli — per mantenere gli utenti incollati allo schermo. L'esempio principale è l'autoplay, quella funzione che avvia automaticamente il prossimo episodio quando uno finisce. Secondo il ricorso, questo meccanismo crea "un flusso continuo di contenuti destinato a mantenere gli utenti, inclusi i bambini, a guardare per periodi prolungati".
Netflix ha respinto le accuse con una dichiarazione: "Questo ricorso manca di fondamento ed è basato su informazioni inesatte e distorte. Netflix prende molto seriamente la privacy dei nostri iscritti e rispetta le leggi sulla privacy e la protezione dei dati ovunque operiamo. Non vediamo l'ora di affrontare le accuse del procuratore generale del Texas in tribunale".
Perché è importante
Questa causa arriva in un momento critico per le big tech. A marzo 2026, una giuria di Los Angeles ha ritenuto Meta e YouTube responsabili di aver progettato prodotti addictivi che hanno danneggiato i giovani, aprendo le porte a migliaia di cause simili. Il Texas cita esplicitamente quel verdetto come precedente. Paxton ha dichiarato: "Netflix ha costruito un programma di sorveglianza progettato per raccogliere illegalmente e trarre profitto dai dati personali dei Texani senza il loro consenso".
Per Netflix, l'accusa tocca il cuore della sua strategia di brand. L'azienda ha costruito un'identità di "rifugio amichevole per i bambini" e "alternativa ad Big Tech affamata di pubblicità". Il ricorso sostiene che Netflix ha usato questa reputazione come esca per raccogliere dati, poi ha "capovolto il copione" quando ha lanciato il suo piano ad-supported nel 2022. La contraddizione tra le promesse pubbliche e le pratiche reali è l'elemento che i tribunali troveranno più difficile da ignorare.
C'è anche una questione di precedente normativo. Se il Texas vince, altri stati potrebbero intentare cause simili. Netflix opera in tutti gli Stati Uniti e una sentenza sfavorevole potrebbe costringere l'azienda a cambiare radicalmente come raccoglie e usa i dati, con implicazioni globali.
Cosa aspettarsi
Il processo potrebbe durare mesi o anni. Netflix probabilmente cercherà di far archiviare la causa sostenendo che la raccolta dati è trasparente nei suoi termini di servizio e conforme alle leggi federali sulla privacy. L'azienda potrebbe anche sottolineare che offre controlli parentali avanzati e che gli utenti possono scegliere se accettare il tracciamento.
Da osservare:
- Altre cause statali. Se il Texas avrà successo, California, New York e altri stati potrebbero seguire con ricorsi simili.
- Reazione di altri streamer. Disney+, Amazon Prime Video e altri servizi di streaming potrebbero trovarsi sotto scrutinio simile se hanno pratiche di raccolta dati comparabili.
- Cambiamenti nelle policy di Netflix. Anche se la causa non arrivasse a sentenza, Netflix potrebbe scegliere di modificare volontariamente le sue pratiche per evitare ulteriori danni reputazionali.
- Regolamentazione federale. Questa causa potrebbe accelerare i dibattiti al Congresso su una legge federale sulla privacy dei consumatori e sulla protezione dei minori online.
La domanda di fondo rimane: quanto trasparente è davvero Netflix sulla raccolta dati, e quanto sono vincolanti le sue promesse passate sulla privacy? La risposta potrebbe ridefinire gli standard di accountability per l'intero settore dello streaming.
📰 Fonti
- Reddit /r/technology — Texas accuses Netflix of spying on users, including children
- bbc.com — Texas accuses Netflix of spying on users, including children - BBC
- theguardian.com — Texas accuses Netflix of spying on children in new lawsuit
- nbcnews.com — Texas accuses Netflix of ’spying’ on children and designing ’addictive’ features in new suit
- irishtimes.com — Texas accuses Netflix of spying on children and designing platform to be addictive
- ibtimes.sg — Texas Attorney Gen Sues Netflix, Accuses Streaming Giant of Spying on Kids and Users