OpenAI valuta un'azione legale contro Apple per violazione contrattuale sull'integrazione di ChatGPT in Siri. Intanto Elon Musk ha già depositato una causa antitrust: l'alleanza che doveva cambiare gli iPhone rischia di crollare.
Apple e OpenAI in tribunale: la partnership su ChatGPT si trasforma in battaglia legale
Quando Punto Informatico ha riportato la notizia, sembrava ancora un'ipotesi. Oggi è realtà: la collaborazione tra Apple e OpenAI, annunciata con grande entusiasmo nel 2024 come l'integrazione che avrebbe rivoluzionato gli assistenti vocali negli iPhone, sta per finire in aula. OpenAI ha incaricato consulenti legali esterni per valutare un'azione contro Cupertino, mentre Elon Musk ha già depositato una causa da 61 pagine presso il tribunale federale del Texas. Due fronti legali che raccontano una storia di promesse non mantenute, aspettative tradite e un ecosistema che non funziona come previsto.
Chi
Apple e OpenAI sono tra i principali attori dell'intelligenza artificiale globale. Elon Musk, tramite le sue aziende X (il social network ex Twitter) e xAI (la sua startup di AI), ha deciso di scendere in campo con una causa antitrust che accusa entrambi di collusione monopolistica.
Cosa è successo
La partnership tra Apple e OpenAI è stata annunciata come un capolavoro strategico: ChatGPT sarebbe stato integrato nativamente in iOS, macOS e negli strumenti di Apple Intelligence, raggiungendo miliardi di utenti iPhone. L'accordo prevedeva che ChatGPT diventasse l'assistente AI privilegiato all'interno dell'ecosistema Apple, con accesso diretto tramite Siri e nelle funzioni di sistema.
Ma la realtà si è rivelata molto diversa dalle aspettative. Secondo Bloomberg e le ricostruzioni di Mark Gurman, OpenAI si aspettava una posizione centrale e dominante all'interno di Apple Intelligence. Invece, l'integrazione è risultata più limitata: gli utenti devono spesso richiamare esplicitamente ChatGPT, le risposte rimangono confinate in finestre contenute, e non c'è stata la trasformazione profonda dell'esperienza che OpenAI aveva immaginato.
I numeri hanno deluso ancora di più. OpenAI credeva che l'accordo potesse generare miliardi di dollari in abbonamenti ogni anno, una cifra che Apple stessa avrebbe paragonato al multimiliardario contratto con Google per la ricerca su Safari. I ricavi reali, però, non si sono nemmeno avvicinati a quelle stime. Le conversioni verso gli abbonamenti ChatGPT Plus sono rimaste basse: molti utenti continuano a preferire l'app autonoma di ChatGPT rispetto alle funzioni integrate in iOS e macOS.
Oltre ai ricavi, c'è il problema della visibilità. OpenAI accusa Apple di non aver pubblicizzato a sufficienza l'integrazione, lasciando molti utenti ignari delle potenzialità di ChatGPT. E poi c'è la commissione: Apple continua a trattenere una quota sugli abbonamenti effettuati tramite le Impostazioni, riducendo ulteriormente i margini per OpenAI.
Un altro fattore di tensione è la cultura della segretezza di Apple. Secondo le ricostruzioni, i dirigenti di OpenAI non hanno mai saputo con esattezza come ChatGPT sarebbe stato implementato fino al rilascio finale al pubblico. Apple avrebbe chiesto a OpenAI di fare un vero e proprio "salto nel buio", chiedendo fiducia senza trasparenza.
Su un fronte diverso, Elon Musk ha depositato una causa presso il tribunale federale del Texas il 25 agosto 2025, accusando Apple e OpenAI di violazione delle norme antitrust. Secondo la denuncia di X e xAI, l'accordo esclusivo renderebbe ChatGPT l'unico chatbot di AI generativa integrato nativamente in iOS, bloccando rivali come Grok. La causa sostiene che Apple e OpenAI "hanno creato un fossato intorno ai rispettivi mercati" e che app come X e Grok sarebbero state "declassate" o escluse da sezioni promozionali dell'App Store, nonostante buoni risultati nelle classifiche generali.
La denuncia di Musk entra anche nei dettagli economici, citando documenti strategici di OpenAI secondo cui l'abbonamento ChatGPT Plus (attualmente a 20 dollari al mese) sarebbe destinato a salire fino a 44 dollari entro il 2029, con Apple che riceverebbe una quota dei ricavi.
Perché è importante
Questa battaglia legale rappresenta un momento di rottura nel settore dell'AI. Non è solo una disputa contrattuale tra due aziende: è uno scontro su come i giganti della tecnologia possono usare le loro piattaforme dominanti per favorire partner specifici, escludendo la concorrenza.
Per gli utenti, il significato è concreto. Se OpenAI vince una causa per inadempienza contrattuale, potrebbe ottenere una posizione più centrale in iOS, oppure potrebbe decidere di ritirare l'integrazione. Se Musk vince la causa antitrust, Apple potrebbe essere costretta ad aprire Siri e Apple Intelligence a più assistenti AI concorrenti (Google Gemini, Claude, Grok). Entrambi gli scenari cambiano radicalmente il panorama degli assistenti vocali su iPhone.
Per Apple, il rischio è duplice: da un lato, una sconfitta potrebbe costringerla a modificare il controllo esclusivo che esercita su iOS; dall'altro, una vittoria potrebbe alimentare ulteriori accuse di monopolio. La strategia di Apple di mantenere un controllo ferreo sull'esperienza utente si scontra con le pressioni normative globali verso maggiore apertura.
Per OpenAI, la situazione è ancora più delicata. Se la causa interna contro Apple fallisce, l'azienda rimane intrappolata in un accordo che non genera i ricavi promessi. Se vince, potrebbe ottenere una posizione migliore, ma il danno reputazionale con Apple sarebbe significativo. Nel frattempo, Apple starebbe preparando un nuovo sistema di estensioni per Siri pensato per aprire spazio ad altri assistenti AI, il che potrebbe trasformare ChatGPT da partner privilegiato a semplice opzione tra molte.
Il precedente più rilevante è il caso Epic Games contro Apple (2021-2023), dove il tribunale ha stabilito che Apple non può impedire ai developer di usare metodi di pagamento alternativi, ma ha confermato il diritto di Apple a mantenere il controllo sull'App Store. Questa volta, però, il contendere non è solo sul pagamento, ma sull'accesso nativo al sistema operativo.
Cosa aspettarsi
Nei prossimi mesi, osserva questi indicatori:
Mosse legali: OpenAI potrebbe formalizzare una contestazione entro l'autunno 2025. La causa di Musk seguirà il calendario del tribunale federale del Texas, con probabili udienze preliminari entro fine anno.
iOS 27 e le estensioni di Siri: Apple ha già segnalato l'intenzione di aprire Siri a più assistenti AI. Se questa apertura viene annunciata prima della risoluzione legale, potrebbe essere interpretata come una concessione forzata o come una strategia difensiva.
Reazioni normative: L'Unione Europea, tramite il Digital Markets Act, e gli Stati Uniti, tramite la FTC, stanno già monitorando i comportamenti di Apple. Una causa privata potrebbe accelerare indagini normative parallele.
Posizionamento di Google e altri: Google Gemini, Claude di Anthropic e altri assistenti AI attendono di capire se riusciranno a ottenere accesso nativo a iOS. Una vittoria di Musk o di OpenAI potrebbe aprire le porte.
Impatto economico: Se OpenAI ottiene una risoluzione favorevole con compensi significativi, potrebbe stabilire un precedente per altre aziende che si sentono svantaggiate dalle piattaforme dominanti.
La partnership che doveva essere il simbolo della collaborazione tra hardware e AI sta diventando un caso di scuola su come i conflitti di interesse tra piattaforme dominanti e partner tecnologici possono trasformarsi rapidamente in battaglie legali. Il risultato avrà implicazioni ben oltre Apple e OpenAI.
📰 Fonti
- Punto Informatico — Integrazione di ChatGPT in Siri: OpenAI denuncia Apple?
- dday.it — Musk porta Apple e OpenAI in tribunale: l'accordo su ChatGPT negli ...
- melablog.it — OpenAI e Apple, la partnership su ChatGPT ora rischia di incrinarsi
- hdblog.it — Musk passa dalle parole ai fatti: denuncia Apple e OpenAI ... - HDBlog
- applezein.net — OpenAI minaccia Apple: Aria di crisi e azioni legali per il "fallimento" di Siri e ChatGPT
- quotidiano.net — La battaglia di Elon Musk: causa ad Apple e OpenAI. “Accordo illegale ...