Uno dei momenti di panico più comuni nella vita di chiunque possieda uno smartphone: il telefono cade in acqua. Che si tratti del lavandino, della piscina, del mare o – classico – del water, la reazione istintiva è spesso sbagliata e può peggiorare la situazione.
In questa guida vediamo cosa fare (e cosa NON fare) nei primi minuti cruciali dopo un contatto con l’acqua.
I primi 30 secondi: cosa fare subito
- Tiralo fuori immediatamente – Ogni secondo conta. Più tempo resta immerso, più liquido penetra nei componenti interni.
- Spegnilo subito – Se è ancora acceso, spegnilo. Se è spento, non provare ad accenderlo. Il cortocircuito avviene quando l’acqua incontra l’elettricità.
- Rimuovi cover, SIM e scheda SD – Apri tutto ciò che puoi aprire per favorire l’asciugatura.
Cosa NON fare assolutamente
- Non usare il phon – Il calore eccessivo può danneggiare i componenti interni, sciogliere guarnizioni e spostare l’umidità ancora più in profondità.
- Non metterlo nel riso – È il mito più diffuso e anche il più inutile. Il riso non assorbe l’umidità interna e può lasciare residui di amido nei connettori. Studi tecnici hanno dimostrato che è meno efficace dell’aria ambiente.
- Non scuoterlo – Rischi di far penetrare l’acqua in zone dove non era ancora arrivata.
- Non collegarlo al caricatore – Mai. Il rischio di cortocircuito è altissimo.
Cosa fare davvero
Asciuga l’esterno con un panno assorbente, tamponando delicatamente ogni fessura. Se hai a disposizione bustine di silica gel (quelle che trovi nelle scatole delle scarpe), metti il telefono in un sacchetto chiuso insieme a quante più bustine possibile. La silica gel assorbe l’umidità molto meglio del riso.
Lascia il telefono in un luogo asciutto e ventilato per almeno 48-72 ore. La pazienza è fondamentale: accenderlo troppo presto è la causa numero uno dei danni permanenti.
Acqua di mare o altri liquidi
Se lo smartphone è caduto in acqua salata, caffè, bibite o altri liquidi, la situazione è più seria. Questi liquidi lasciano residui conduttivi e corrosivi sui componenti. In questo caso, sciacqua brevemente il telefono (spento!) con acqua distillata per rimuovere i residui, poi procedi con l’asciugatura.
Ma soprattutto: portalo il prima possibile a un centro di riparazione specializzato. Un tecnico può aprire il dispositivo, pulire i componenti con alcol isopropilico e verificare la presenza di corrosione sotto il microscopio.
IP67, IP68: il mio telefono è resistente all’acqua!
Molti smartphone moderni hanno certificazione IP67 o IP68, ma attenzione:
- La resistenza all’acqua si degrada nel tempo con l’uso normale (cadute, calore, usura delle guarnizioni).
- La certificazione vale per acqua dolce e ferma, non per acqua di mare, piscina (cloro) o liquidi caldi.
- I danni da liquido non sono coperti dalla garanzia, nemmeno nei telefoni certificati IP68.
Quando rivolgersi a un professionista
Se dopo 72 ore il telefono non si accende, si accende ma con problemi (schermo con macchie, audio distorto, ricarica non funzionante), oppure se è caduto in liquidi diversi dall’acqua dolce, è il momento di portarlo a un centro specializzato in microsaldatura.
Da RiparaTa.it interveniamo con pulizia a ultrasuoni, ispezione al microscopio e, quando necessario, sostituzione dei componenti corrosi tramite microsaldatura. Nella maggior parte dei casi riusciamo a recuperare il dispositivo e, soprattutto, i dati al suo interno.
Hai lo smartphone in acqua proprio adesso? Spegnilo, asciugalo e contattaci: il tempo è il fattore più importante.