Apple accelera verso l'AI ridisegnando la roadmap dei chip M-Series. L'M7 Ultra del 2028 avrà fino a 1,5 TB di memoria unificata, il doppio dell'M5 Ultra, per sfidare i processori server di NVIDIA.

Apple salta una generazione: ecco l'M7 Ultra con 1,5 TB di memoria

Secondo TechPowerUp, Apple ha deciso di rivoluzionare i propri piani per i chip M-Series: salterà completamente le varianti M6 Pro e M6 Max, passando direttamente alla serie M7. La mossa è dettata da una priorità chiara: costruire processori pensati per l'intelligenza artificiale su larga scala, non semplici upgrade incrementali delle generazioni precedenti. L'M7 Ultra, atteso nel 2028, rappresenta il culmine di questa strategia, con la capacità di supportare fino a 1,5 TB di memoria unificata—una cifra che raddoppia quanto previsto per l'M5 Ultra e che avvicina i Mac ai veri server di calcolo.

Chi

Le informazioni provengono principalmente da Mark Gurman, giornalista di Bloomberg specializzato in notizie Apple, che ha riportato i dettagli nella sua newsletter Power On. Gurman è una fonte affidabile per le roadmap di Apple, avendo accesso a fonti interne all'azienda di Cupertino.

Cosa è successo

Apple ha completamente ricalibrare il calendario di lancio dei suoi chip. Ecco la timeline confermata:

  • M6 base: lancio imminente, con 12 core GPU (contro i 10 attuali dell'M5), memoria con larghezza di banda di circa 200 GB/s (dai 123 GB/s dell'M5), e miglioramenti significativi nella Neural Engine per l'elaborazione AI locale.
  • M7 base: primo semestre 2027, sarà il primo design Apple Silicon prodotto da Intel (nodo 18A-P), con larghezza di banda memoria portata a 240 GB/s.
  • M7 Pro e M7 Max: fine 2027, con prestazioni e larghezza di banda ulteriormente aumentate.
  • M7 Ultra: 2028, destinato a Mac Studio e ai server Apple, con supporto fino a 1,5 TB di memoria unificata.

La cifra di 1,5 TB è particolarmente significativa: rappresenta il doppio della capacità prevista per l'M5 Ultra e eguaglia finalmente la configurazione massima del Mac Pro Intel del 2019, un traguardo che Apple Silicon non aveva ancora raggiunto. Tuttavia, Gurman precisa che la disponibilità effettiva di questa configurazione dipenderà dalle condizioni del mercato dei chip di memoria, attualmente caratterizzato da scarsità e costi elevati.

Perché è importante

Questa mossa segnala un cambio strategico profondo in Apple. Tradizionalmente, i chip M-Series sono stati ottimizzati per il consumo energetico e le prestazioni generiche nei Mac consumer. Con l'M7 Ultra, Apple sta costruendo un processore che compete direttamente con acceleratori AI dedicati come NVIDIA Blackwell, non solo con processori desktop tradizionali.

La memoria unificata è la chiave. Nei Mac Apple, la RAM è integrata direttamente nel chip (saldato sulla stessa die del processore), il che garantisce velocità di trasferimento estremamente elevate—essenziale per addestrare e eseguire modelli di linguaggio di grandi dimensioni. Con 1,5 TB, l'M7 Ultra potrebbe gestire modelli AI massivi senza ricorrere costantemente a storage esterno o al cloud, un vantaggio competitivo importante per chi sviluppa software AI.

Apple sta inoltre pianificando di usare l'M7 Ultra come spina dorsale di una nuova piattaforma server, con deployment previsto intorno al 2029. Questo suggerisce che l'azienda non vede il chip solo come componente per Mac Studio, ma come infrastruttura per alimentare i propri servizi AI cloud—una mossa che ricorda le strategie di NVIDIA e Google nel mercato dei data center.

La decisione di saltare le varianti M6 Pro/Max è altrettanto rivelatrice: Apple sta concentrando le risorse di ingegneria su due fronti, M6 base (per i Mac entry-level) e M7 (per il segmento high-end), accorciando il ciclo di innovazione verso la generazione successiva. È una scelta rischiosa, perché lascia un vuoto nel segmento medio per alcuni mesi, ma accelera l'arrivo di chip pensati per l'AI.

Cosa aspettarsi

Nei prossimi mesi, osservate:

  • Lancio M6 base: atteso a breve, sarà il primo banco di prova per la nuova architettura CPU e gli upgrade della Neural Engine. I benchmark di questo chip daranno indicazioni sulla traiettoria dell'M7.
  • Disponibilità memoria: il mercato dei chip DRAM continua a essere volatile. Se la scarsità persiste, Apple potrebbe lanciare l'M7 Ultra con configurazioni di memoria inferiori a 1,5 TB, come accaduto con l'M3 Ultra (dove Apple ha dovuto ridurre le opzioni disponibili).
  • Prezzo: secondo le stime di 9to5Mac, basate sui prezzi attuali di Apple (~25 dollari per GB aggiuntivo), configurare un M7 Ultra con 1,5 TB potrebbe costare oltre 35.000 dollari rispetto a una base di 128 GB. Questo limiterà il mercato a professionisti AI, ricercatori e aziende.
  • Reazione NVIDIA: il lancio dell'M7 Ultra sarà un test di quanto Apple possa competere nel segmento server AI. NVIDIA domina ancora, ma Apple ha il vantaggio della memoria unificata e dell'integrazione verticale.
  • Software: Apple Intelligence, il programma di AI on-device di Apple, dovrà sfruttare effettivamente questa potenza hardware. Finora, gli sforzi software di Apple in AI hanno faticato a stare al passo con la qualità dell'hardware.

La roadmap rivela anche un'eredità inaspettata: il programma di auto a guida autonoma di Apple, cancellato anni fa, ha lasciato in eredità la Neural Engine, il componente che oggi rende i chip Apple leader nel processamento AI locale. Quella tecnologia, sviluppata per auto intelligenti, sta ora diventando il fondamento della strategia AI di Apple nei Mac e nei server.

📰 Fonti

  1. TechPowerUpApple M7 Ultra Chip Planned With Up to 1.5 TB of Unified Memory
  2. digitaltrends.comApple’s M7 Ultra could take on Nvidia Blackwell with a staggering 1.5TB of memory
  3. 9to5mac.comM7 Ultra to potentially feature up to 1.5TB of RAM, finally matching 2019 Mac Pro: report
  4. thehansindia.comA leak regarding Apple's future Mac roadmap suggests an M7 Ultra model for 2028 featuring a staggering 1.5 TB of RAM; here are the details
  5. neowin.netReport: Apple's high-end M7 chips could potentially rival NVIDIA's best
  6. theverge.comApple's failed self-driving car program left a legacy of powerful AI chips